Chamber of Commerce of Bolzano

Visti su documenti per il commercio estero

Le Camere di commercio dell’Unione Europea devono certificare solo ciò che esse sono in grado di accertare, secondo la competenza loro conferita. La Camera di commercio conserva una copia di ogni documento, certificato o visto secondo quanto disposto dalla normativa vigente in materia di conservazione.

Dichiarazioni negative, incompatibili con le norme dell’Unione Europea e/o leggi nazionali non possono essere certificate, quali ad esempio:

  • menzioni che indicano che le merci non contengono prodotti originari di alcuni Paesi sottoposti a discriminazione
  • che le merci non sono trasportate da navi iscritte in apposite liste negative

Le Camere di commercio possono apporre i seguenti 3 tipi di visto:

1. Visto poteri di firma

L’ex visto “conformità firma” è stato sostituito dal “visto poteri di firma” del dichiarante e viene apposto sulle dichiarazioni rese sulla carta ufficiale dell’impresa da parte del legale rappresentante o di un procuratore, in base alle informazioni contenute e verificabili dal Registro delle imprese o da atti notarili, per esempio su:

  • Fatture di esportazione
  • Dichiarazioni
  • Contratti
  • Scritture private
  • Dichiarazioni varie

2. Visto di deposito

Il visto riguarda documenti emessi da un Organismo o Ente ufficiale (Organismi internazionali, Istituti Nazionali di Certificazione, Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, ecc.), la cui esattezza e credibilità la Camera di commercio non può accertare:

  • Certificati sanitari
  • altre tipologie di certificati
  • Anexo IX

3. Autentica o Legalizzazione della firma (viene apposto esclusivamente come ulteriore visto)

La cosiddetta legalizzazione (visto ex-UPICA) consiste nell‘apposizione di un ulteriore visto per l’autentica della firma del funzionario della Camera di commercio apposta sul Certificato di Origine o sui documenti per il commercio estero. I funzionari camerali alla legalizzazione delle firme - con specifica delega - sono comunicati in via preliminare a tutte le Autorità competenti (Ambasciate estere in Italia, Prefetture, Ministeri interessati).

Richiedere un Visto

La richiesta telematica può avvenire attraverso i due portali gestiti da Infocamere - società consorziale delle Camere di commercio italiane.

Consigliamo l’utilizzo della nuova piattaforma bilingue in tedesco e italiano "Commercio estero", online dal 22.04.2024.

Il prerequisito è l'utilizzo della firma digitale e l'iscrizione a Telemaco: Guida alla registrazione Telemaco (PDF 758 kB - testo & screenshot), selezionando come tipo di pratica "Richiesta Visti - Autorizzazioni - Copie certificato".

Per il momento rimane attivo il portale Cert’o, sito-web che comunque verrà dismesso.

Costi

Il pagamento dei diritti di segreteria avviene esclusivamente tramite il pre-payment del portale Telemaco.
È necessario, quindi, disporre di un congruo importo prima dell’invio della pratica, alimentando la sezione "Diritti".

  • visto su documento per il commercio estero
    3 EUR per documento
  • autentica ovvero legalizzazione (visto ex-UPICA)
    3 EUR per autentica
    (necessario in caso di export in alcuni paesi (PDF 260 kB)

L’apostille - Convenzione dell'Aja

L’apostille è una certificazione internazionale che convalida l’autenticità e validità della firma del pubblico ufficiale (a.s., i funzionari della Camera di commercio) che legalizza un atto o certificato.

La legalizzazione della firma apposta dai funzionari della Camera di commercio di Bolzano è a cura del Commissariato del Governo per la provincia di Bolzano.

NB: Non è possibile apporre l'apostilla su un documento stampato in azienda. In questo caso, i documenti devono essere firmati a mano dal funzionario della Camera di commercio.

Legalizzazione da parte del Consolato

La legalizzazione apposta dalla Camera di commercio non sempre è sufficiente a perfezionare la validità del documento all'estero;

I Paesi arabi, in particolare, possono richiedere che il documento vistato e legalizzato dalla Camera di commercio venga ulteriormente legalizzato da organismi intermedi (es. JIAC - Joint Italian Arab Chamber of Commerce) o dal proprio Consolato.

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