Camera d commercio di Bolzano
economia = futuro

Ewo

flora kroess

La donna delle luci

L’impresa Ewo illumina spazi pubblici in 47 paesi. Nell’intervista con l’amministratrice Flora Kröss parliamo del fascino della luce, del coraggio per il rischio e del futuro 4.0.

Incontriamo Flora Kröss nella sede della ditta Ewo nella zona industriale di Cortaccia. Venti anni fa l’amministratrice ha fondato l’impresa specializzata in sistemi di illuminazione insieme a suo marito Ernst Wohlgemuth. Da allora i sistemi Ewo illuminano strade e piazze pubbliche, edifici e aeroporti in tutto il mondo.

Signora Kröss, Lei dà lavoro a 80 dipendenti, con filiali in Germania, Austria e Danimarca. Ha sempre desiderato creare qualcosa di grande con la luce?
No, per niente. Inizialmente lavoravo in una banca in Val Sarentino e dopo ho fatto soprattutto la mamma. Mio marito invece all’inizio degli anni Ottanta ha avviato un’attività di carpenteria metallica, sempre in Val Sarentino. È stato sempre un visionario, che volutamente lavorava solo con il bronzo, un metallo molto pregiato e sostenibile. Un giorno uno dei nostri clienti lo pregò di costruire una lampada esterna da abbinare alla porta d’ingresso in bronzo. Questa costruzione ci ha talmente entusiasmati che ci è venuta voglia di luce.

Da allora si è quindi concentrata sulla luce?
Sì, perché abbiamo capito che c’era un grande fabbisogno di sistemi di illuminazione gradevoli ed efficienti anche per gli spazi pubblici. Così abbiamo fondato nel 1996 l’impresa Ewo, trasferendoci poi quasi subito da Sarentino a Cortaccia. Abbiamo investito molto in tecnologia e design. Sapevamo fin dall’inizio che avremmo potuto competere con i grandi gruppi come la Philips solo diventando più bravi di loro. Abbiamo sempre seguito la nostra strada, all’inizio con i riflettori, poi con i proiettori a specchio e dal 2009 esclusivamente con i led.

Quindi in un’epoca in cui i led non erano ancora in uso?
Abbiamo corso un grosso rischio. Nel 2009 ci siamo presentati alla fiera “Light + Building” a Francoforte esponendo solamente tecnologia led, quando tutti i nostri concorrenti puntavano ancora su tecnologie tradizionali. Per un momento ci siamo chiesti se avevamo fatto la scelta giusta. Oggi sappiamo che se non fossimo stati così decisi avremmo già chiuso da un pezzo. Diversi nostri concorrenti hanno perso questo treno, ed è stata la loro fine.

Alla fine è riuscita a battere la grande concorrenza grazie alla tecnologia led?
Il nostro primo progetto led fu l’aeroporto di Innsbruck: eravamo gli unici a proporre questo sistema. Ci sono voluti molti incontri e sopralluoghi per convincere il cliente, anche perché non avevamo ancora nessuna referenza. Tutti pensavano che la tecnologia non fosse ancora abbastanza testata. Alla fine è stato proprio il progetto di Innsbruck ad aprirci tante porte.

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Ogni tanto si sofferma a ripensare al Suo cammino oppure preferisce guardare avanti?
In verità preferisco guardare avanti. Lavoriamo a progetti veramente interessanti; da circa cinque anni ci occupiamo ad esempio intensamente di robotica e industria 4.0. In futuro la luce conterà sempre di meno e le lampade saranno solo degli strumenti. Stiamo già lavorando a primi progetti in cui installiamo delle videocamere nelle nostre lampade per offrire alle città un sistema di guida automatizzato. Le amministrazioni comunali potranno monitorare così la città, verificando ad esempio dove ci sono rifiuti da smaltire oppure posteggi liberi.

Ha già compiuto due terzi del cambio generazionale: quando lascerà definitivamente l’azienda ai Suoi due figli?
I nostri due figli Hannes e Verena si impegnano molto. Dopo aver terminato i loro studi sono entrati subito nell’azienda. Ci hanno chiesto di restare anche in futuro nel Consiglio di amministrazione. Operativamente smetteremo di lavorare entro i prossimi cinque anni. Ma passerò sicuramente spesso, quantomeno per annaffiare i fiori.

Ultima domanda: come fa a fare tutto?
Ho la grande fortuna di aver bisogno solo di quattro/cinque ore di sonno.

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